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Autore: Marigiumasgenna

Escursione Sa Oche _ Acqua Trek

Fresche escursioni estive

Quando il sole estivo scalda le coste della Sardegna, esistono luoghi straordinari dove la natura offre un refrigerio autentico. Tra grotte attraversate da laghi cristallini, canyon ombreggiati e sentieri che conducono al mare, il Supramonte custodisce alcune delle esperienze più fresche ed emozionanti dell’isola.

Abbiamo selezionato quattro escursioni perfette per vivere l’estate lontano dall’afa, immersi in paesaggi spettacolari e acque rigeneranti.

Fresche escursioni nel Supramonte

Acquatrek alla Grotta di Sa Oche

Un’esperienza unica nel cuore del mondo sotterraneo del Supramonte.

Indossata la muta, entrerai in una spettacolare grotta attraversando laghi sotterranei, gallerie e spiaggette di sabbia quarzitica. Camminerai e nuoterai tra stalattiti, stalagmiti e grandi sale modellate dall’acqua nel corso di migliaia di anni.

La temperatura costante della grotta e l’acqua cristallina rendono questa esperienza una delle attività più fresche e sorprendenti dell’estate.

Ideale per chi cerca avventura, acqua e scenari fuori dal comune.

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Gola di Gorropu e bagno rigenerante a Sa Barva

Un trekking tra le pareti del canyon più spettacolare della Sardegna.

Dopo aver raggiunto la Gola di Gorropu attraverso sentieri immersi nella macchia mediterranea, entrerai in un ambiente maestoso dominato da pareti calcaree alte oltre 300 metri che regalano ombra e frescura anche nelle giornate più calde.

Al termine dell’escursione ti aspetta uno dei momenti più apprezzati dai nostri ospiti: una sosta rilassante a Sa Barva, lungo il Rio Flumineddu, dove potrai rinfrescarti nelle limpide acque del fiume e recuperare le energie circondato dalla natura.

Il mix perfetto tra trekking, canyon e bagno rigenerante.

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Cala Luna Mare & Montagna

Dalle montagne del Supramonte fino a una delle spiagge più belle del Mediterraneo.

Il percorso attraversa antichi sentieri pastorali, punti panoramici mozzafiato e suggestive formazioni rocciose prima di raggiungere Cala Luna. Qui il mare cristallino e l’ombra naturale dei famosi grottoni offrono il rifugio ideale dal caldo estivo.

Dopo il meritato relax sulla spiaggia, il rientro in gommone permette di ammirare le spettacolari falesie del Golfo di Orosei da una prospettiva unica.

Un’esperienza completa tra montagna, mare e panorami indimenticabili.

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Bidderosa & Capo Comino in Jeep

Una giornata tra spiagge incontaminate, lagune e dune bianche lungo la costa orientale della Sardegna.

A bordo delle nostre Jeep raggiungerai l’Oasi di Bidderosa, uno dei luoghi più esclusivi e protetti dell’isola, dove il numero limitato di accessi e il divieto di attracco delle imbarcazioni hanno preservato un ambiente naturale di straordinaria bellezza.

Passeggerai tra lagune popolate da fenicotteri rosa, pinete profumate e quattro splendide calette affacciate su un mare cristallino, concedendoti momenti di relax e bagni nelle acque turchesi.

Nel pomeriggio il tour prosegue verso Capo Comino, famoso per le sue spettacolari dune di sabbia bianca che si affacciano sul mare. Qui potrai ammirare uno dei paesaggi più iconici della Sardegna e concludere la giornata con un ultimo bagno in una delle spiagge più suggestive della costa orientale.

Un’escursione perfetta per chi desidera vivere il mare più autentico della Sardegna alternando natura, relax e panorami indimenticabili.

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Scopri di più sul Jeep tour a Bidderosa

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Quale sarà la tua avventura dell’estate?

Che tu voglia esplorare una grotta sommersa, camminare nel canyon più famoso della Sardegna o raggiungere Cala Luna attraverso il Supramonte, queste escursioni ti permetteranno di vivere la parte più autentica e fresca dell’isola.

Prenota ora la tua esperienza e scopri il lato più sorprendente dell’estate nel Supramonte.

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Cuiles del Supramonte

Cuiles del Supramonte

In quell’amico territorio di luminoso calcare, chiamato “Supramonte”, delimitato dai paesi di, Baunei, Dorgali, Orgosolo, Urzulei e Oliena, in prossimità delle nude cime dei monti nascosti nella fitta macchia mediterranea si incontrano spesso delle vecchie costruzioni in pietra e legno. Sono i
“Cuiles”, le antiche dimore di chi in quei monti ha duramente lavorato per lunghi anni, allevano capre e maiali. Qui il pastore viveva accudendo il proprio gregge, spesso aiutato dalla moglie e figli. All’interno di questo microcosmo costituito da una capanna, dai recinti per gli animali, dalla vasca per la raccolta dell’acqua piovana dal vasto e selvaggio territorio circostante, si articolavano ritmi di vita ricchi di interessanti. Una vita contraddistinta dalla solitudine che, sovente durava mesi.

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I Caprai del Supramonte

I Caprai del Supramonte

Tra le montagne del Supramonte, un tempo selvagge e abitate solo da caprai, la figura di Ziu Zuanni Brotza (Giovanni Fancello) rappresenta uno dei simboli più autentici della cultura pastorale sarda. Nato in una famiglia di caprai con profonde radici nella tradizione, Ziu Zuanni ci ha lasciati nel dicembre 2012, ma il ricordo del suo lavoro e della sua vita continua a vivere attraverso le storie, i luoghi e le testimonianze che ha lasciato.


Una Vita Tra i Cuiles del Supramonte

La famiglia di Ziu Zuanni ha scritto alcune delle pagine più significative della pastorizia nel Supramonte. Originari di Dorgali, ma accasati a Baunei, suo nonno Ziu Baddore e il fratello Ziu Zuanni Roche furono protagonisti delle vicende pastorali che segnarono l’Altopiano di Ilune tra la fine dell’Ottocento e i primi del Novecento.

I loro ovili, tra cui Bidunie, Sedda Eranu e Ghiroe Longu, spiccano per le straordinarie architetture tradizionali e sono ancora oggi visitati da centinaia di escursionisti. Ziu Zuanni ereditò questa vocazione e continuò a lavorare nei cuiles di famiglia, rimanendo legato a Sedda Eranu fino al 1980, quando un devastante incendio distrusse il maestoso Pinnettu, simbolo del lavoro pastorale.


Una Vita Dedicata alla Pastorizia

Dopo l’incendio, Ziu Zuanni si trasferì in un altro ovile di famiglia, a Bruncu Sartainosti, un luogo di straordinaria bellezza paesaggistica. Qui, spinto più dalla passione che dalla necessità, continuò ad allevare capre e maiali fino a pochi anni prima della sua scomparsa.

Durante uno dei suoi spostamenti nel Supramonte, vicino al Cuile Su Contu, avvenne l’incontro con l’autore del libro Cuiles. Da quel momento nacque un’amicizia sincera. Ziu Zuanni si dimostrò sempre disponibile, raccontando con generosità storie e aneddoti della sua lunga vita nel Supramonte.

La sua figura si distingue per la gentilezza e la mitezza, caratteristiche rare, che gli permisero di accogliere con calore chiunque arrivasse al suo ovile. Nonostante la durezza delle condizioni di vita, Ziu Zuanni rimase profondamente legato a quell’ambiente, che considerava la sua casa e il simbolo della sua esistenza.


Un Simbolo di Tradizione e Identità

Ziu Zuanni rappresenta l’ultimo erede di una civiltà del lavoro ormai scomparsa, un custode delle tradizioni più autentiche del Supramonte. La sua memoria vive nei cuiles, nelle storie tramandate e nei paesaggi che ha abitato per tutta la vita.

Condividere la storia di Ziu Zuanni Brotza significa celebrare una cultura che ha radici profonde nella Sardegna e che merita di essere ricordata, non solo come testimonianza di un passato, ma anche come esempio di resilienza e legame indissolubile con la terra.

(Le foto a corredo di questo articolo raccontano i luoghi e i momenti più significativi della vita di Ziu Zuanni Brotza, dall’ovile di Ghiroe Longu ai paesaggi mozzafiato del Supramonte.)

Pasqua e Pasquetta nel Supramonte

Pasqua e Pasquetta nel Supramonte

Pasqua e Pasquetta tra natura e tradizione con Gennargentu.com – un esperienza per tutti !! Per PASQUA abbiamo organizzato un escursione nella grotta dei CRISTALLI. Un viaggio nel cuore della terra, un esperienza unica che vi rimarrà nel cuore, un luogo magico e segreto, un gioiello nascosto uscito da un sogno… aprirete un libro di fiabe. Il sentiero vi farà innamorare ancor prima di arrivare !! posti limitati. Questa PASQUETTA regalatevi una giornata speciale nella bellezza del Supramonte più autentico. Vi accompagneremo in un escursione pensata per chi desidera vivere la natura con calma, senza fretta, scoprendo storie e sapori della tradizione. Faremo diverse soste panoramiche e racconteremo le storie sulle antiche usanze locali, per poi andare a gustare i prodotti tipici pastorali nell’ovile di Angelo, pastore da 3 generazioni. Vi aspettiamo per una Pasquetta all’insegna della natura, buon cibo e della giusta compagnia. 

La fine di un epoca in Sardegna

La fine di un epoca in Sardegna

L’ULTIMO INCONTRO CON TZIU BOVORE PIRA
(CAPRARO DEL SUPRAMONTE DORGALESE)

Quando tziu Bovore ritornò dall’ospedale, oramai non più in grado di salire nella sua montagna, passava gran parte del suo tempo ai piedi di M.Corallinu, in vista della sua amata Orudè. Proprio in quel periodo mi recavo spesso in una grotta nelle vicinanze, per esplorarla e topografarla. Era per me un’occasione per parlare lungamente con lui; avevo davanti un uomo profondamente triste, con gli occhi velati dai ricordi, lacerato da una profonda e malinconica nostalgia. Mi raccontava della sua tribolata esistenza nel Supramonte, ripetendo spesso, però, che gli mancava tutto di quel mondo, soprattutto il suo gregge di capre, ormai disperso e quasi totalmente inselvatichito. Voleva recuperarne almeno una parte per portarlo a valle e continuare ad allevarlo.

Per accontentarlo, con gli amici del mio gruppo speleo (GRA Dorgali), comprammo alcuni rotoli di rete per recinzione e con questa sbarrammo un ampio vallone (Su Acue de Orudè) all’interno del quale dovevamo cercare di radunare e rinchiudere le capre. Purtroppo l’operazione, che in un primo momento sembrava riuscire, si concluse con un insuccesso: le capre scapparono via attraverso un piccolo varco. Il destino aveva deciso che Tziu Bovore non riavesse il suo gregge. Visse male quei giorni. A sigillare quel maledetto periodo ci pensò una grave bronchite cronica causata dalle mille intemperie sopportate durante la sua dura vita nel Supramonte. Finì nuovamente in ospedale, per mesi interi. Quando tornò a casa andai a trovarlo; mi accolse gentilmente sua sorella, una donna avanti con l’età, mite e ospitale. Mi accompagnò in una stanza spoglia e povera, dove tziu Bovore mi accolse con la solita calorosa ospitalità. Era molto provato e malato. Fu l’ultima volta che lo vidi. Poco tempo dopo morì. In silenzio. Lo venni a sapere settimane dopo… Non potei nemmeno accompagnarlo in quel suo ultimo viaggio…
Caro tziu Bovore, non dimenticherò mai la tua persona, antica e fuori dal tempo, mentre passavi in Sa Carrera (Via Roma) con i capretti da vendere, sistemati sulla groppa del tuo inseparabile asinello, con l’espressione soddisfatta e orgogliosa, quasi baldanzosa, con la cartucciera in vita e la vecchia doppietta a tracolla. Ma purtroppo eri già un uomo di un’altra epoca, spinto ai margini della società, condannato all’estinzione, destinato all’oblio. Ricordo ancora oggi la tua capanna arcaica (che bel Pinnettu!), dove tutto era nero per la fuliggine di innumerevoli fuochi, che ricopriva le travi in legno, le pentole e persino la vecchia radio che ti teneva compagnia nelle lunghe sere invernali. Il profumo di ginepro pervadeva tutto l’ambiente; su un lato due sacchi pieni di erba secca costituivano il tuo materasso, un vecchio cappotto di orbace era la tua coperta. Alcuni formaggi di capra (buonissimi) erano posti ad asciugare ed affumicare nel ripiano sospeso sopra il focolare. Sapori e profumi di un mondo lontano… Addio tziu Bovore, rimarrai nel cuore e nei ricordi di tutti coloro che ti conoscevano…
Nelle foto: Tziu Bovore Pira, il recinto delle capre, le rovine della sua capanna.

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Storie di un mondo lontano

Storie di un mondo lontano

Quando il passato si ripresenta in modo insolito.
Qualche anno fa, con Maria, stavamo facendo un’immersione nel tratto di mare sotto le alte falesie calcaree tra CALA LUNA e CALA SISINE. Maria attirò la mia attenzione, mostrandomi dei tronchi di ginepro ben tagliati con la scure, alcuni ancora legati con corregge di cuoio. Il cuoio è un materiale che resiste poco sott’acqua, probabilmente era lì da poco tempo; ma da dove veniva? Chi aveva legato quei tronchi con il cuoio?
Finita l’immersione, risalimmo sul gommone e mentre ci affannavamo a risolvere quel mistero, ci ricordammo improvvisamente di un racconto di Ziu Tottoi Zuighe e di suo fratello Ziu Vissente. Quello che avevamo trovato nel fondo del mare erano le incredibili tracce di quel mondo lontano che da qualche tempo riporto nei miei post…

Ziu Tottoi e il fratello Ziu Vissente così mi raccontavano:
“Mio padre, Predu Patteri Zuighe, si trasferì nel Supramonte di Baunei tra il 1907 e il 1908 e vi rimase fino all’8 agosto del 1941. Il mio genitore costruì l’ovile di Sedda Eranu nel 1910. Nel 1936 costruimmo l’ovile di Onamarra. Si tornava a casa una volta ogni due mesi; si arrivava la sera al buio e si ripartiva la mattina presto, prima che facesse nuovamente luce. Mio padre allevava circa settecento capre e, negli ultimi anni, aveva oltre sessanta caproni castrati.
Guardando dal mare, quasi in prossimità della spiaggia di Cala Sisine, a metà parete di una falesia, è possibile vedere dei tronchi di ginepro disposti da mio padre nel 1910 per scendere in un punto dove alcune capre rimasero bloccate, senza più riuscire a risalire. Il problema era causato dalla roccia liscia e umida. Nel tentativo di uscire dalla trappola, alcune capre caddero in mare, mentre cinque sopravvissero per tre anni, cibandosi dei pochi ciuffi di erba che trovavano nelle vicinanze. Le tirò fuori proprio il mio genitore, con l’aiuto di una corda di cuoio e di una passerella creata con tronchi di ginepro legati con corregge di cuoio. Nel frattempo le capre avevano anche figliato ed erano diventate una decina…”
Insomma, ci eravamo incredibilmente imbattuti, oltre un secolo dopo, nei resti di quella passerella improvvisata, precipitata per ragioni sconosciute, e da pochissimo tempo, nei fondali della Costa Sisine! Sembrava ci aspettasse…
Nelle foto: Ziu Vissente Patteri Zuighe; Ziu Predu e la moglie, genitori di Ziu Vissente e Ziu Tottoi; un’immagine panoramica della costa di Baunei.

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